In questo articolo Jacopo Fainozzi Perini ci racconta di un'esperienza di ipossia durante un tranquillo volo turistico.
In questo breve articolo vorrei parlare di un’esperienza di ipossia durante un’attività di volo condotta a quote non considerate “critiche” per questo fenomeno.
L’ipossia è definita come una carenza di ossigeno a livello dei tessuti che può causare un indebolimento delle funzioni e un danneggiamento temporale o permanente.
E’ risaputo che, con l’aumentare della quota, l’ossigeno respirabile diminuisce gradualmente, ad esempio sul monte Everest avremo una concentrazione di O2 pari al 12% rispetto a quella al livello del mare.
Ma vengo alla mia esperienza.
Era un pomeriggio come tanti, e con due amici decido di fare un volo sopra le alpi prendendo a noleggio un Cessna 172 SP, macchina magnifica che però, anche per cause economiche, posso permettermi di pilotare saltuariamente.
Decolliamo e subito posso apprezzarne le grandi doti di climbing, accentuate anche dal fatto che non stiamo volando a pieno carico, difatti il variometro è quasi fisso sui 1000ft/min.
Dopo aver superato una leggera copertura nuvolosa segnalata dai bollettini come di 2/8 a 4000 piedi, notiamo che sopra le Alpi, ancora innevate, il cielo è veramente terso e quindi decidiamo di andare a godere dello spettacolo offerto dalle ultime nevi.
Subito in lontananza notiamo il massiccio della Presolana, la Regina delle Prealpi orobiche, che con i suoi oltre 2500 metri sovrasta la parte settentrionale del lago d’Iseo.
Dato che il mezzo si comporta egregiamente, raggiungiamo in poco tempo i 9000 piedi di altezza e mi appresto così a sorvolarne la cima, spettacolo che penso di non aver mai goduto prima in vita mia.
Il tutto sembra svolgersi per il meglio, quando ad un certo punto uno dei miei passeggeri mi riferisce di avvertire i muscoli delle gambe indolenziti, e al momento, pensando che si trattasse di un disturbo causato forse da una scorretta postura, gli consiglio di sgranchirsi le gambe e di eseguire delle contrazioni al fine di far circolare il sangue, mai più avrei pensato, come di lì a breve si rivelò, che era un sintomo di ipossia. D’altronde non eravamo neanche a 3000 metri di quota sul mare e da quel che ricordavo l’ipossia inizia a manifestarsi intorno ai 4500-5000 metri.
Dopo pochi minuti però, il mio amico mi riferisce di sentirsi male.