Northrop-Grumman F-19 GhostriderIl fantasma del cielo![]() Molti conoscono il bombardiere stealth Lockheed F-117 Nighthawk, balzato agli onori della cronaca il 17 gennaio 1991, quando nel primo giorno della Guerra del Golfo alcuni di questi aerei bombardarono Baghdad senza essere rilevati dai radar iracheni. Molto meno conosciuto è l’aereo che l’ha affiancato, il cacciabombardiere F-19 Ghostrider. Le origini dell’F-19 possono essere fatte risalire all’estate del 1947, quando un’astronave si schiantò nel deserto del New Mexico, nei pressi di Roswell. I resti dell’astronave furono trasferiti nella neo costruita base segreta Area 51, nel deserto del Nevada, e analizzati da tecnici della United States Air Force (fondata qualche mese più tardi): si scoprì che il materiale di cui era costruita non rifletteva le onde radar. Per cercare di ottenere maggiori informazioni, il pilota dell’astronave (di cui non è mai stata rivelata la provenienza, le fonti più accreditate parlano di un pleiadiano) fu sottoposto a un duro interrogatorio. Non si riuscì a capire molto dalle parole dell’alieno, che comunque morì di fame entro poco tempo dato che nessuno sapeva cosa dargli da mangiare.
Ci vollero 30 anni perché si riuscisse a replicare il materiale antiradar, quando fu recuperata un’immensa quantità di tale materiale durante la missione lunare Apollo 20, che ebbe il compito di recuperare un’altra astronave aliena schiantatasi sulla Luna. Un’altra importante scoperta di quegli anni fu la realizzazione del rivoluzionario motore dell’F-19: il motore ad elettromagnetismo di massa. Nell’autunno 1979, l’F-19 effettuò il primo volo nella base segreta Area 51. L’aeromobile era in grado di raggiungere facilmente velocità attorno a Mach 2,5, mantenendo capacità di manovra elevate a qualsiasi velocità (il mezzo era limitato a 9 g con comandi fly-by-wire per evitare di ridurre i piloti in poltiglia durante manovre accentuate). L’equipaggio era composto da un pilota e da un navigatore/addetto ai sistemi d’arma: la divisione era resa necessaria dall’elevata difficoltà nel mantenere il controllo del velivolo e nell’operare i sistemi d’arma. Le voci che l’aereo fosse dotato di un sistema di controllo neurale non sono mai state confermate. L’F-19 ebbe il battesimo del fuoco nel 1986 nel corso dell’operazione Red Storm (l’attacco sovietico alla Germania Ovest). Fu usato principalmente contro gli aerei radar sovietici, ma a quanto pare ci furono un po’ di problemi dato che una decina di caccia precipitarono. L’impiego più famoso rimane comunque la battaglia di New York nel 1998: la città statunitense fu attaccata da un gigantesco rettile, probabilmente una mutazione dovuta ai test nucleari francesi sull’isola di Mururoa, e solo l’intervento di 3 F-19 (supportati da una squadra delle forze speciali francesi a terra) riuscì a fermare l’animale. Da allora gli F-19 non ebbero più un impiego estensivo. La motivazione più probabile è che la manutenzione fosse troppo costosa (in particolare quella dei motori e del rivestimento esterno), e i vantaggi di una tecnologia così avanzata non fossero tali da giustificare costi così alti. Gli F-19 vengono comunque tenuti pronti in caso di emergenza. È possibile vedere un raro video di alcuni F-19 in volo aprendo questo link: http://www.youtube.com/watch?v=EK2tWVj6lXw Bibliografia: Dicerie varie trovate su internet Giorgio Varisco
Pubblicata il: 01 Apr 2011 Sezione: Aeronautica
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