Articolo apparso sulla rivista Modellismo - http://www.edimodel.com/ Ringraziamo l'editore per la gentile concessioneDomenica 18 Ottobre 2004, sul campo del G.A.B. di Buscate (MI) si è svolta la prima gara per aeromodelli elettrici. Il programma della giornata prevedeva appunto competizioni per le categorie F5A/SPORT - Acrobazia elettrica e Combatprofile400, combat elettrico. Mi limiterò a raccontarvi della gara di acrobazia (lasciando ad altri più competenti il combat) con l’intento di promuovere la categoria per questo nuovo anno e ovviamente descrivere quanto concluso l’anno passato. Dopo varie vicissitudini, o più che altro tutto il lavoro di stesura del regolamento e della sua revisione, finalmente è venuto il giorno di presentarsi sul campo di gara: virtualmente sulla carta c’erano ben 6 iscritti, un numero non da poco vista la novità e la tipica scarsa affluenza alle competizioni che ci contraddistingue; poi purtroppo il numero di concorrenti si è dimezzato: un’operazione al polso, un immediato impegno di lavoro e un “disperso” per la pianura padana (la cara nebbia ahimè già si faceva vedere).... in pratica sul campo c’erano: Andrea Strepparola, Giuseppe Mencarelli ed il sottoscritto.
Prima osservazione: il numero di concorrenti era forse un pochino ridotto, ma sicuramente quello che non è mancato è stata l’affluenza di interessati, tanti, cosa che dimostra, nonostante tutto, il notevole interesse alla nuova categoria: molte domande, osservazioni e curiosità...
Simone Davin, Mario Silvagni e Angelo Silvagni con lo SparrowI due lanci previsti per l’acrobazia sono stati intervallati con i lanci della categoria combat (senza entrare nel merito, sicuramente affascinate e divertente... complimenti ai “combattari”!); la giornata, dopo un avvio con meno di 5°C, è diventata assai piacevole, “allietata” dalla sapiente organizzazione che, anche questa volta, oltre che ad un’ineccepibile conduzione di gara, ci ha deliziato con un succulento pasto! Veniamo dunque alla gara vera e propria: come detto in precedenza il contenuto agonistico non era l’elemento determinante per questa competizione, l’importate era cominciare! Il sorteggio ha voluto che il primo a lanciare fosse Mencarelli: purtroppo il suo volo si conclude alla prima figura del programma quando, l’emozione della prima gara e il modello non perfettamente a punto (era il primo ri-volo dopo un incidente) mandano in “panico” il pilota che decide di portarsi all’atterraggio... anche quest’ultimo piuttosto infelice. La gara diventa un confronto amichevole tra Andrea ed il sottoscritto, che in pieno spirito competitivo ci facciamo da meccanici a vicenda... che dire: il primo lancio con una leggera bava di vento favorisce il mio modello, mentre il suo è leggermente sballonzolato...;
Il secondo lancio, invece, presenta condizioni meteo ottime, Andrea vola decisamente bene ed avrebbe il lancio in mano sennonché sbaglia il numero di giri di vite, quindi figura nulla...altrimenti il lancio e probabilmente tutta la gara sarebbe stata sua.
Seconda osservazione: il programma di gara previsto, benché abbastanza innovativo come impostazione, è forse ancora un po’ troppo impegnativo; bisognerà valutare se semplificarlo maggiormente oppure dedicarsi a far apprezzare, ed utilizzare, le varie possibilità di personalizzazione dello stesso.
L'ElectroStreack di Giuseppe Mencarelli dopo l'atterraggioPrima di concludere vorrei ancora accennare al contenuto tecnico della gara, ovvero parlare dei modelli presenti. Come pubblicizzato, si poteva affrontare la gara con modelli assai diversi e così è stato. Mencarelli ha presentato un modello da scatola “l’ElectroStreack” della Great-Planes, piccolo acrobatico (apertura alare 1.2m e massa 1.1kg) dalle linee molto filanti motorizzato con un Aveox 27/39/2 con elica 10x6 e 8 celle Sanyo RC2000. Strepparola ha partecipato con un biplano in Depron motorizzato Haker B20 e celle al Lipo (aeromodello auto progettato e costruito, che rispecchia le varie soluzioni più commerciali disponibili) ed infine il sottoscritto con lo “Sparrow” un acrobatico da 1.2x1.2m tecnica classica, progettato da Simone Davin ed Angelo Silvagni, costruito e personalizzato da Simone motorizzato con un Graupner Brushless Compact 440, elica CamProp 14x6 ed alimentato con un pacco LiPo E-Flight 4s4p (4.8Ah) tramite un regolatore Hacker Master-70-O-Flight. So per certo che gli altri concorrenti non presentatisi avrebbero partecipato con un autocostruito da 1.8x1.8 con un Jumping-Jack e con un’altro autocostruito in Depron.
Terza osservazione: l’eterogeneità del modelli era sicura, sia per l’impostazione voluta che per il fatto che essendo una categoria nuova, i singoli piloti stanno provando varie soluzioni: solo il confronto sportivo, l’iniziativa dei singoli e lo sviluppo tecnologico guideranno nei prossimi tempi verso aeromodelli più omogenei.
Lo Sparrow di Davin-Silvagni e il biplano di StrepparolaPenso sia importante notare che l’esperienza portata avanti l’anno passato possa considerarsi sufficientemente positiva, certo non abbiamo avuto dei numeri da stadio, cosa che non ci si aspettava certo, ma i concorrenti presentatisi hanno dimostrato che questa “impresa” è possibile e accessibile a molti altri. Inoltre credo sia doveroso ricordare, e contemporaneamente spronare, tutte le persone che hanno dimostrato interesse e che, con vari mezzi, hanno cercato di raccogliere informazioni per avvicinarsi a questa categoria: l’impegno non è trascurabile ma le soddisfazioni che se ne possono trarre sono molte!!
La premiazione: Andrea Strepparola, Mario Silvagni e Giuseppe MencarelliUn grandissimo ringraziamento a mio padre Angelo ed ad Antonino Scaglione per aver collaborato alla stesure del regolamento, alla disponibilità del GAB ed in particolare a Cesarino Rotondi per l’organizzazione della gara insieme ai giudici, a tutti i soci del gruppo che hanno ceduto il campo a noi dell’acrobazia e ai ragazzi del combat, “ricambiandoci”, inoltre, come detto in precedenza con un indimenticabile grigliata, ed infine a tutte le persone che hanno mostrato interesse alla categoria e che, con i loro consigli, osservazioni e critiche hanno permesso il raggiungimento di questo primo piccolo passo.
Quarta (ed ultima)”osservazione”: rivolgendomi proprio a quest’ultimi, è indispensabile che tutti gli aeromodellisti che in varia maniera sono attratti da questa esperienza cerchino di mettersi in contatto in modo da poter organizzare il prossimo lavoro nel modo più organico possibile, con i loro nuovi consigli e, magari con la loro disponibilità, giungere a risultati veramente interessanti.
Personalmente non mancherò di tenervi informati sugli sviluppi futuri, chiedendovi di contattarmi per qualunque curiosità o necessità in merito (
mario.silvagni@polito.it oppure 015-590945). A presto!!!