Mig-29 FlyFly Model

Il collaudo
Finalmente tutto è pronto per il collaudo! Prima di andare al campo abbiamo testato funzionalità e assorbimenti dei gruppi ventola. A terra, con i due pacchi di batterie Hyperion LVX25 4350 abbiamo registrato 49 ampere circa di assorbimento per ogni gruppo propulsivo il che ci fa stimare una spinta statica attorno a 1,6 kg. Non male visto che il modello pesa in ordine di volo 3,4 kg. (senza batterie la bilancia ha fatto segnare 2,250 kg) ed il rapporto spinta/peso si attesta quasi sull’1:1. C’è da considerare che il modello, dopo la resinatura parziale e la verniciatura (abbondante…) ha preso quasi un etto e mezzo di peso in più.
Per il volo di collaudo mi sono atteso alle istruzioni per ciò che riguarda il baricentro e le escursioni delle parti mobili avendo cura di settare sulla nuova Futaba 12FG anche i riduttori attorno ad un 30% della corsa. Esponenziali d’obbligo, sia in condizioni di volo normale che con corse ridotte (ho optato per un 50%).



Al campo, dopo le foto di rito (come vedete non ho applicato le decals volutamente per scaramanzia…), carico con la pompa il serbatoio aria dei carrelli retrattili e mi allineo in testa; provo qualche rullata per vedere se è tutto ok e poi mi faccio coraggio: la pista è in erba (anche se ben rasata) e mi attendo una rullata abbastanza lunga prima dello stacco. Apro il gas lentamente: il modello mano a mano prende velocità e dopo una correzione della traiettoria verso sinistra con il carrello anteriore alza il muso: aspetto ancora qualche metro prima di cabrare in quanto temo che la velocità non sia ancora sufficiente per sostenerlo… e infine via! Il Mig si stacca da terra e sono in volo. Leggera correzione  a sinistra con gli alettoni e due tacche di trim a cabrare (il modello era risultato leggermente picchiato anche nella prova statica di centraggio). Faccio quota e vedo che il modello acquista velocità. Le due ventole spingono bene ed il suono è fantastico. Il mio Mig in volo sembra vero: due giri di test per un’ulteriore controllo dell’assetto e poi provo un tonneaux che il modello compie discretamente anche se non proprio in asse (ed io ho installato anche gli alettoni, e dunque in caso di utilizzo degli elevoni la rotazione sull’asse risulterà sicuramente più lenta e ancora meno in asse). Provo anche il looping: in quota di sicurezza breve affondata per aumentare la velocità e poi tiro il cabra: buona risposta e cerchio (o quasi) completo con facilità. Il modello, come tutti i jet, è entusiasmante. Qualche passaggio sulla pista (a quota di sicurezza…) e poi in quota riduco il motore per provare a saggiare il comportamento a bassa velocità: il modello risponde discretamente anche se non si può pretendere una planata da veleggiatore, è pur sempre un jet! Capisco che l’atterraggio dovrà avvenire a buona velocità di sostentamento (d’obbligo sempre le ventole in tiro) e traiettoria tesa. Mi allineo alla pista, estraggo i carrelli, e provo a portarlo a terra: il primo tentativo è troppo lungo e veloce; ci riprovo ed anche la seconda volta sono lungo; la terza volta la prendo più larga, mi allineo e  tocco terra facilmente con le ventole che suonano ancora. Tempo di volo totale 3 minuti circa (verificherò in seguito che le batterie hanno ancora circa 1500 mah da erogare. Niente male davvero. Il modello vola bene ed è veloce, lo spettacolo in area e a terra è garantito. Non è un modello da principianti ed il fatto di doverlo trasportare in auto con le ali montate è un po’ difficoltoso… Per quanto riguarda la Radio poco da dire, favolosa e grazie alle numerose programmazioni (in particolare le modalità di volo) si possono configurare più opzioni di programmazione dedicate ad ogni singola funzione (atterraggio, volo veloce, volo lento ecc.). Grazie dunque anche ad Esprit Model (www.espritmodel.com) che mi ha convinto a fare il grande salto e passare ad un Tx davvero professionale (a proposito visitate il suo sito perché spesso ha delle ottime offerte…).
Tornando al Mig-29 da rilevare che qualche problemino l’ho avuto con i carrelli retrattili che a volte non si bloccano al primo colpo (forse le molle sono un po’ leggere), ma basta riprovare. Anche la valvola originale non è proprio perfetta e ci vuole pazienza e tempo per regolare la corsa del servo che ne apre e chiude l’erogazione. Forse sarebbe il caso di montare un modello più performante ma c’è da dire che anche il costo è davvero basso.
Ultimo avvertimento: maneggiate con cura il modello fin dalle prime fasi di montaggio perché basta un po’ di pressione per segnare il polistirolo anche se ad alta densità. Bello sarebbe fibrarlo tutto… io non ne ho avuto né voglia né tempo… Grazie JePe. Alla prossima!

Autore: Sandro Cacciola
E-Mail: sandrocacciola@alice.it
Data: 31-Mar-2009
Letture: 3958

 



 
 
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