Buscaglia e gli aerosiluranti italianiPubblicato il 12-Mar-2011 da Daniele Martellini (.MARTE86.)La storia di Carlo Emanuele Buscaglia e del Savoia-Marchetti S.M.79 Sparviero
Nella seconda guerra mondiale in Italia la propaganda militare influenzò l'opinione pubblica dando massimo risalto alle missioni che gli equipaggi degli aerosiluranti S.79 Sparviero compirono sul mediterraneo. Le gesta di questi uomini che a bordo di trimotori svolgevano le loro missioni volando sul pelo dell'acqua, in poco tempo riempirono le pagine di quotidiani, riviste e cinegiornali. In questo modo si cominciò a conoscere i nomi di questi leggendari eroi: Carlo Emanuele Buscaglia, Giulio Cesare Graziani, Carlo Faggioni, Martino Aichner, Franco Melley ed altri ancora.
Il primo incontro che ebbe con l'S.79 Sparviero fu l'8 febbraio 1939, sempre ad Elmas. Da quel momento il suo nome fu relegato dal destino agli aerosiluranti. Trasferito un anno dopo a Pisa presso il 46°stormo, in quel periodo fu costituito il Reparto Speciale Aerosiluranti di Gorizia e Buscaglia fu chiamato a farne parte.
Il gruppo RSA divenne 278° sq. con lo stemma dei quattro gatti, dal significato "pochi ma buoni". Verso la fine del 1940 unitamente al Cap. Erasi colpì l'incrociatore "Glasow", dopo di che annoverò nella sua lista alcuni piroscafi da trasporto.
La nomina a maggiore per Buscaglia avvenne dopo la 29° missione con ben 24 siluri a bersaglio e con il totale di due incrociatori pesanti affondati, due incrociatori ausiliari, una nave posareti e cinque piroscafi da trasporto. Con danni pesanti a due corazzate, una portaerei, sei incrociatori, due cacciatorpediniere e tre piroscafi da trasporto.
Il resto degli altri aerosiluranti si disimpegnarono cercando di rientrare alla base dove comunicarono l'avvenuta presunta morte di Buscaglia. In realtà, nonostante le gravi ustioni subite, fu l'unico sopravvissuto al disastro. Venne recuperato da una nave alleata e ricoverato in ospedale e successivamente inviato negli Stati Uniti come prigioniero di guerra. Rientrò in Italia dopo il 26 giugno 1944 e in funzione alla cobelligeranza dello Regno del Sud fu reintegrato al comando di uno stormo di "Baltimore". L'ANR quando seppe che non era morto, ma cobelligerava nei reparti del sud, mutò la denominazione del gruppo Aerosiluranti da "Buscaglia" in "Carlo Faggioni".
Completato l'addestramento sui "Baltimore" peraltro aereo difficile nel pilotaggio e molto criticato dai suoi piloti, Buscaglia volle compiere il primo volo da solo. Nel tentativo di decollo l'aereo non mantenne la giusta traiettoria di decollo, sbandando e colpendo con l'estremità alare un albero. Cercando di alzarsi in volo lo stesso stallò pesantemente sbattendo violentemente al suolo e spezzandosi in più tronconi. Con l'aereo avvolto dalle fiamme Buscaglia fu estratto dall'abitacolo esanime, sopravvisse alcuni giorni in ospedale ma poi sopraggiunse la morte. Il nome di Carlo Emanuele Buscaglia è rimasto legato alla storia degli Aerosiluranti Italiani per le sue gesta eroiche compiute nel Mediterraneo. Un nome rimasto Immortale nel panorama dell'Aviazione mondiale.
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